Digital Collections Biblioteca Don Bosco

Home > Progetto

Progetto

(testo a cura di Marco Bay - febbraio 2015)

 

La Biblioteca Don Bosco dell'Università Pontificia Salesiana con il progetto di digitalizzazione di alcune opere appartenenti al catalogo ha l'obiettivo di divulgare e conservare esemplari di utilità e di interesse a ricercatori e studiosi.

Negli ultimi anni i processi di digitalizzazione hanno sostituito le opere anastatiche che spesso venivano ristampate su supporto cartaceo o su celluloide (microfilm, pellicole...)

Il progetto inizia con un budget ottenuto da una donazione finalizzata alla progettazione di un processo, all'acquisto di materiali per un'infrastruttura (spazio web, postazione di acquisizione e scansione...), all'organizzazione dei materiali e alla scelta dei formati, e all'assunzione di personale che con contratti specifici si dedica all'acquisizione, al controllo, alla catalogazione , all'immissione dei supporti digitali organizzati secondo gli standard più comuni previsti dalle abituali regole di biblioteconomia.

Il progetto in fase sperimentale si sviluppa per conservare opere dal formato analogico in digitale per evitare il deterioramento degli originali.

Questo obiettivo ha benefici notevoli come la diminuzione dell'usura degli originali e l'ubicazione per la consultazione.

Un gruppo di lavoro sotto la direzione del prefetto della Biblioteca ha individuato criteri preliminari per la selezione dei materiali da sottoporre a conservazione digitale a lungo termine.

Si è deciso dopo aver contattato consulenti di tenere in considerazione la disponibilità continua ed efficiente delle risorse necessarie per l'attività di conservazione (server, software, backup... aggiornamenti)

L'utenza a cui prevalentemente sono destinate le opere digitalizzate sono studenti, docenti, studiosi, ricercatori...

Dal progetto si può affermare che la Biblioteca Don Bosco diventa una "biblioteca ibrida" che gestisce sia materiali a stampa sia digitali come alternativa alla "biblioteca tradizionale" finalizzata alla conservazione, alla consultazione e al prestito di opere prevalentemente analogiche. A tal proposito per designare una biblioteca ibrida (cf. Chris Rudbridge, 1998) si mira ad identificare l'integrazione all'accesso verso quattro tipi di risorse:

• ereditate (legacy), in massima parte non digitali, come pubblicazioni a stampa, manoscritti, slide, mappe, registrazioni audio e video;

• di transizione (transition), che provengono dalla trasformazione digitale delle risorse ereditate;

• nuove (new), che sono state create direttamente in forma digitale o contemporaneamente come digitali e a stampa;

• future (future), che saranno disponibili nel prossimo futuro e, si spera, che siano in formato aperto, machine-independent.

Nella scelta del "dove" depositare le opere digitalizzate si è preferito realizzare una repository interna raggiungibile dall'interfaccia di ricerca dell'OPAC gestito dal software Libero e da un adattamento del software open source Omeka.  

Le opere digitalizzate vengono realizzate tenendo in considerazione la copresenza di chiavi di ricerca tradizionali fatte da descrittori testuali e da soggettari all'associazione di etichette (tag). I file contengono informazioni che facilitano associazioni, interrogazioni e reperimento.

L'interfaccia utente del motore di ricerca semplice e con funzioni avanzate è quella dell'OPAC potenziata da quella di Omeka.

La biblioteca è un organismo che cresce come il web.

Con questo progetto si potranno inizialmente enfatizzare, far conoscere e raggiungere alcune collezioni e fondi particolari della Biblioteca Don Bosco.

Infine, nonostante i tempi di austerità e di risorse ridotte si generano nuove figure professionali: il responsabile della conservazione digitale e l'esperto di acquisizione e scansione.

Il progetto è sperimentale e iniziale.